Antreem e torre Top Code: High Tech al Top

26 Feb 2018 Laura Guerzoni
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Da luglio 2015, tre anni dopo l’avvio della sua attività, Antreem ha fissato la sua sede all’interno del centro direzionale Top Code di Imola. Un edificio di grande valore architettonico, che con il suo aspetto riecheggia valori come l’innovazione, il futuro, la forza del digitale.

Il progetto della torre, come raccontano gli autori, gli architetti Gabriele Lelli, Roberta Bandini e ing. Andrea Luccaroni – è partito da un disegno astratto e grafico che potesse essere colto appunto da chi viaggia in autostrada nei pressi del casello imolese. Una “supergrafica”, quella del codice a barre (come dice il nome stesso dell’edificio), che può comunicare con un linguaggio comprensibile e condiviso da tutti. Un elemento che fa parte della quotidianità di ciascuno”.

La torre Top Code è un perfetto esempio di architettura di pregio della provincia italiana, tanto che a settembre 2015, pochi mesi dopo il trasferimento di Antreem, Casabella, rivista leader in Italia sull’architettura di qualità, ha inaugurato un osservatorio effettuando visite su richiesta da oltre un centinaio di addetti ai lavori e non.

L’edificio è interamente rivestito in vetro e sono state applicate soluzioni innovative per ridurre i consumi energetici: la struttura che è in cemento armato e contiene tutti i servizi e i collegamenti verticali, fa da schermo solare, ombreggiando a ogni piano la parte degli uffici interamente vetrati verso l’autostrada. La stessa struttura funge anche da “massa” in grado di accumulare il calore diurno trasmettendolo attenuato durante la notte (attenuazione e sfasamento). Una serie di accorgimenti e idee che hanno valso alla Top Code diversi  riconoscimenti. Nel 2010 il progetto è stato tra i Finalisti del Premio Internazionale BSI Swiss Architectural Award; nel novembre del 2009 è stato tra quelli premiati al World Architectural Festival di Barcellona nella categoria “Future Project” (progetti non ancora realizzati), competendo con edifici dieci volte più grandi in tutto il mondo. È stato già pubblicato su diverse riviste specializzate (come D’architettura, Architettare, ecc..) e il Sole 24 ore nel suo osservatorio specializzato sull’edilizia (Progetti e Concorsi) gli ha dedicato diversi spazi come esempio virtuoso di design e innovazione tecnologica Nel 2008 ha vinto il premio International Architectural Awards del “Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design”.

Fonti: